Come aumentare l’autostima dopo un fallimento

TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SU COME AFFRONTARE e SUPERARE EFFICACEMENTE UN CALO D’AUTOSTIMA DOPO QUALUNQUE FALLIMENTO.

Oggi ho l’immenso piacere di ospitare sul blog Giacomo Papasidero.

Scrittore molto apprezzato, mental coach stimatissimo e navigato, fondatore e principale autore del rivoluzionario corso gratuito su diventarefelici.it, oggi ci parlerà a tutto tondo dell’accrescimento dell’autostima in seguito ad un fallimento di qualunque tipo.

Era da tempo che volevo che l’argomento “autostima” fosse trattato a dovere sul blog. Così appena si è presentata l’occasione di questa bella collaborazione ho colto la palla al balzo!

Tengo molto a questo argomento perchè credo con convinzione che una forte autostima sia una componente primaria per ottenere il successo in qualunque campo si operi.

 

Una foto pubblicata da Essere AL TOP (@esserealtop) in data:

Giacomo ha una preparazione e un’esperienza invidiabili…Chi meglio di lui avrebbe potuto consigliarci le tecniche più efficaci?!

Così è stato…Sono sicuro che apprezzerai moltissimo ciò che leggerai tra poco perchè lo troverai utilissimo in molteplici occasioni.

Non mi dilungo ulteriormente, lascio la parola a Giacomo.

Ma prima…

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Oggi voglio spiegarti come aumentare l’autostima anche dopo un fallimento, diciamo pure una brutta sconfitta.

Per prima cosa ti spiego come puoi guardare ai fallimenti (poi ti spiego perché uso il corsivo) in modo da utilizzarli come una molla positiva e non farti paralizzare da quello che è successo.

Per farlo ti spiego che differenza c’è tra il tuo valore e la tua autostima (già, non sono la stessa cosa!). Inoltre ti racconto la storia di un ragazzo che di fallimenti ne ha collezionati due, mondiali, nel giro di un mese o poco più.

Ti spiego anche cos’è un errore (non preoccuparti, magari non ci hai mai pensato come ti suggerirò tra poco!) e infine ti dico passo passo cosa devi fare, grazie anche ad un esercizio molto semplice, ma anche efficace, per aumentare l’autostima non solo dopo un fallimento, ma in qualsiasi situazione della tua vita.

 

Come aumentare l’autostima: valore e giudizio

Per prima cosa facciamo chiarezza: l’autostima è un conto, il tuo valore è un altro. Ti faccio un esempio per rendere il concetto più chiaro.

Scavando nel giardino di casa trovo una vecchia moneta. Le incisioni non sono quelle normali, non sembra denaro moderno, direi quasi che è un’antica moneta romana. Possibile?

Così vado da un antiquario a farla vedere per avere una sua opinione (sottolineati questa parola: opinione).

Questo la guarda con attenzione, se la gira tra le mani e alla fine mi dice che è solo una moneta arrugginita, non certo romana, e di poco valore. Se voglio, me la paga 5 euro.

Deluso e amareggiato mi faccio una ricarica telefonica con i suoi euro e torno a casa. Tre giorni dopo leggo sul giornale che il mio amico antiquario è diventato famoso per avere “ritrovato” una preziosa moneta romana.

L’autostima è il giudizio che tu hai di te stesso, del tuo valore, della tua qualità. Ma il tuo valore non dipende da questo giudizio.

La mia opinione della moneta, su consiglio dell’antiquario furbetto, era negativa, la consideravo scarsa, scadente, un pezzo di ferro arrugginito.

Magari tu ti consideri un fallito, un perdente, una persona con poche qualità che non combinerà mai niente di buono nella vita. Ma non conta cosa pensi.

La moneta era realmente preziosa. Che io la vendessi per 5 euro non ha cambiato il suo valore, ma solo il mio giudizio. L’autostima è solo un giudizio, un’opinione che hai di te stesso. E potrebbe essere anche sbagliata!

Ecco una storia interessante.

Il 29 maggio del 2016, a Milano, si gioca la finale della Champions League. L’attaccante dell’Atletico Madrid si chiama Griezmann, un giovane Francese che in passato ha dovuto abbandonare la sua nazione per andare a giocare in Spagna, perché nel suo paese non trovava posto.

Nella finale sbaglierà un rigore e poi perderà il trofeo. Un fallimento.

Circa un mese dopo, in Francia, a Parigi, sarà sempre lui a guidare la nazionale Francese nella finale dei campionati Europei contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Ma anche questa finale, a cui arriva con i riflettori puntati addosso per le ottime partite precedenti, finirà con un fallimento.

Griezmann ha perso due finali importanti nel giro di un mese, o poco più.

Il valore di questo attaccante è diminuito per le due sconfitte? Sa calciare peggio i rigori adesso? È meno abile a segnare gol? Meno capace di giocare con i suoi compagni?

No, è bravo, più o meno, quanto prima, quanto vuoi che possa peggiorare un giocatore in un mese (senza contare che ha giocato molto bene le varie partite, anche quelle perse!)?

Il problema non è se lui valga, ma se si sia lasciato convincere del contrario, da questi due fallimenti.

 

Fallire o sbagliare: tu cosa preferisci?

Questo punto ti spiego perché ho sempre usato il corsivo quando scrivevo la parola fallimento.

A me questo termine non piace, lo usiamo troppo spesso ed ha un significato totalmente distruttivo. Se dico di aver fallito uno pensa a una totale disfatta, non certo a una sconfitta.

La nazionale Francese è arrivata in finale, così come l’Atletico Madrid, la squadra di Griezmann. Cose che riescono a pochissime squadre. Perdere una finale non è un fallimento, è solo una sconfitta.

Inoltre il problema principale è che il passo da fallimento a fallito è breve, e finiamo per trasformare una sconfitta, evento che fa parte della vita di ogni essere umano, che ci piaccia o no, in una questione personale che mette in dubbio le nostre stesse capacità.

Attori, cantanti di fama mondiale, ballerini, artisti di ogni campo e sportivi. Tra loro puoi leggere tantissime storie in cui i critici e gli esperti avevano espresso sentenze negative senza appello. Ma che si sbagliavano.

Cosi come Griezmann non è più scarso per aver perso due finali importanti, non sarebbe diventato magicamente il miglior attaccante del mondo se le vinceva.

In realtà il fallimento non esiste.

Esistono solo dei risultati che poi giudicheremo più o meno positivi in forza di regole, giudizi degli altri, della nostra cultura.

Quello che devi capire, perché se vuoi aumentare l’autostima devi prima di tutto cambiare il mondo in cui osservi te stesso, i tuoi risultati e i giudizi che tu e gli altri esprimete, è che sbagliare fa parte del gioco. Anche i migliori sbagliano, tutti lo facciamo e non una ma tante volte ogni giorno.

Aspetta va, che lo ripeto: tante volte ogni giorno.

Io la dico a modo mio: sbagliare non è sbagliato.

Per migliorare la tua autostima devi prima di tutto cambiare l’atteggiamento che hai nei confronti dei tuoi errori e smettere di chiamarli fallimenti, per quanto possano essere grandi, adesso, ai tuoi occhi.

Il vero fallimento (e questa volta niente corsivo!), sta nel considerarti mediocre perché commetti uno sbaglio, nel pensare di valere poco perché non ottieni quel risultato che desideravi. Questo sarebbe un fallimento, perché nel momento in cui pensi di valere poco, ti butti via, come ho fatto io con la preziosa moneta romana: lei valeva, ma io non l’avevo capito!

Se vuoi acquistare autostima nonostante gli errori che hai commesso o le sconfitte subite, devi prima di tutto osservare con occhi nuovi successo e fallimento, renderti conto che il tuo valore non dipende da cosa ottieni, ma dal tuo potenziale.

Per intenderci, il nostro amico Griezmann potrebbe vincere tutto il prossimo anno. Questo perché lui ha le capacità per farlo. E questa qualità non viene meno se perdi o commetti errori. Semplicemente non la sfrutti a dovere.

Se oggi ti ritrovi a pensare di aver fallito in qualcosa, devi iniziare a capire che hai commesso sicuramente degli errori, ma soprattutto devi renderti conto che il potenziale per non ripeterli e le capacità per ottenere i risultati che vorresti, sono intatti.

Dentro di te hai certamente tutto quello che ti serve per raggiungere i traguardi cui ambisci, ma esiste una condizione indispensabile per questo: che tu comprenda il tuo valore, che tu non smetta di lavorare, impegnarti, lottare per via di qualche sconfitta lungo il percorso.

Se invece di vendere quella moneta a pochi euro, avessi seguito la mia intuizione, mi fossi fidato del mio primo giudizio e avessi cercato altri antiquari, magari più onesti, avrei guadagnato molto di più vendendola per quanto valeva realmente.

Tu devi iniziare a credere nelle tue capacità, non nei tuoi risultati.

Fidarti del tuo potenziale di quello che potresti fare con impegno e determinazione, non di quel che hai fatto finora. E per farlo ho per te un semplice esercizio che ti aiuterà a cambiare atteggiamento, perché non ti serve altro: il potenziale c’è, il problema non è se vali, ma se inizi a crederci al punto da tirarlo fuori.

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L’A B C per riconquistare una buona autostima

Sono 3 i punti chiave che ti consiglio di seguire, 3 passaggi semplici ma importanti per cambiare il tuo atteggiamento verso le sconfitte e verso di te.

 

#1. Valutare bene i tuoi errori

In altre parole devi iniziare a usare la tua testa come si deve!

Di fronte a un errore devi capire tre cose:

  1. È davvero un errore?
  2. Come ho fatto a commetterlo?
  3. Che cosa dovrei fare per non ripeterlo?

Spesso le persone che seguo come Mental Coach mi dicono di aver commesso degli errori che gli pesano. Mi dicono dove hanno sbagliato e io le faccio riflettere se quello è realmente un errore oppure lo considerano tale solo perché gli altri non approvano.

Una ragazza, che chiamo Simona, mi dice di aver commesso l’errore di fidarsi del suo ex marito. Bene dico io, ma poiché da questo “errore” è nato un figlio che ama come la sua vita, davvero, tornando indietro, non lo rifarebbe?

Magari, poi, la relazione non è andata nel verso giusto, i problemi sono stati affrontati male (altri errori!), ma quella relazione era sbagliata di per sé? O è stata una delle cose più importanti della sua vita (senza questa relazione non avrebbe avuto suo figlio!).

Spesso non commettiamo errori, facciamo delle scelte e le giudichiamo sbagliate in modo superficiale. Inoltre devi capire come hai fatto a commetterlo.

  • Hai agito con poche informazioni?
  • Hai seguito consigli sbagliati?
  • Non avevi le capacità per gestire quella situazione?
  • Sapevi cosa fare, ma per 1000 motivi non l’hai fatto?

Se vengo da te a chiederti un consiglio dicendo: “Non so cosa fare, mi aiuti?”, la prima cosa che ti verrà in mente sarà di chiedermi cosa voglio, in cosa devi aiutarmi, dove sta il problema.

Ossia hai bisogno di informazioni precise, altrimenti come puoi darmi un suggerimento o un supporto efficace?

Di fronte a ogni errore devi avere informazioni precise: cosa hai sbagliato, come, per quale motivo. Se hai chiaro tutto questo, allora passiamo a programmare il tuo miglioramento.

 

#2. Stabilire cosa farai adesso

Devi sapere con chiarezza cosa farai la prossima volta per non ripetere quell’errore. Identificare cosa hai sbagliato è il primo passo, decidere come agirai concretamente è quello immediatamente successivo.

Ricorda che l’autostima non è il tuo valore, ma solo l’opinione che ne hai.

Ora giudicherai in gamba un tizio che dopo aver sbagliato, ripete sempre lo stesso errore, o quello che lo capisce, migliora, e non lo commette più?

Tu devi fare proprio questo: crea un programma per non ricaderci. E scrivilo magari, ti sarà utile per non dimenticarti cosa hai deciso di fare.

Ad esempio, ho chiesto a Simona di capire che errori ha commesso nella sua relazione, nella scelta del partner, e di capire come evitarli in futuro.

Devi avere chiaro in testa cosa farai la prossima volta, altrimenti, con tutta la buona volontà del mondo, ricadrai senza dubbio negli stessi sbagli.

Dirti “non farò così”, non ti porterà lontano. Non pensare che “non devi stare vicino al burrone”, pensa invece a un punto preciso che ti guidi lontano, focalizzati su quello e vagli incontro.

 

#3. Fiducia nelle tue capacità

Devi credere in te.

Questo non significa pensare che sei superman, non significa illuderti di essere migliori degli altri o pompare la tua autostima con frasette motivanti.

Significa invece che ti rendi conto che puoi fare meglio, che se capisci in cosa hai sbagliato e come, e programmi cosa farai, se studi, se ti alleni, se ti impegni, puoi migliorare ogni giorno.

Un calciatore che perde una finale deve ricordarsi che può vincere la prossima.

 Magari dovrà migliorare alcune cose, allenarsi di più, imparare a giocare senza ansia o pressione, ma deve avere fermo un punto fondamentale: può vincere, ne ha la capacità.

E lo stesso vale per te.

Tu hai la possibilità di fare meglio di quello che hai fatto finora, e non ci sono dubbi che domani potrai fare meglio di oggi. Dipende da te ovviamente, se ti impegni e prepari, se ti allenti e lavori duramente.

Ma puoi.

Questa è la fiducia di cui hai bisogno. Renderti conto che puoi, anche se finora non sei riuscito come volevi o speravi.

Per questo devi osservare bene i tuoi errori, guardali per imparare, capire dove e come hai sbagliato, dove e come cambierai adesso.

 

Conclusioni per un’autostima senza crepe

Immagina che l’autostima sia come un muro. Il muro serve a reggere una casa. Questa casa sei tu.

Ogni volta che vivi un errore come un fallimento, che ti metti in dubbio, che pensi di aver sbagliato perché tu sei il problema, è come se creassi tu stesso, sì, con le tue mani, una crepa nel muro.

E se metti una crepa oggi e una domani, il muro inizierà a cedere e la casa rischia di sprofondare. Ma attenzione perché tutte le crepe del mondo non intaccano la casa.

Pensare di non essere all’altezza, dubitare di te, lasciarti fermare da una sconfitta, non cambiano la realtà del tuo valore, non tolgono niente a quanto potresti fare impegnandoti, imparando, allenandoti ogni giorno per migliorare.

Il muro dell’autostima non è la casa, il tuo giudizio non è il tuo valore.

Perdere o vincere non cambierà le tue potenzialità. Ricordati sempre che possiamo arrivare ovunque se siamo disposti a pagare il prezzo del viaggio.

Proprio in questi giorni ci sono a Rio De Janeiro le Paralimpiadi.

Quello che fermerebbe chiunque, non riesce a scalfire la forza di atleti con problemi enormi, rispetto a quelli che tutti abbiamo ogni giorno. Ricordalo la prossima volta che starai per fare l’ennesima crepa in quel muro: tu puoi, come chiunque altro.

Osserva bene i tuoi errori e impara da loro, butta via quel brutto vocabolo (fallimento) e inizia a lavorare su ogni sbaglio per capirlo e migliorarti. Ogni volta che lo farai, chiuderai una vecchia crepa nel muro e lo renderai, giorno dopo giorno, indistruttibile.

Alla fine tu puoi diventare più forte di ogni problema, in questo video l’idea passa meglio di molte parole 😉

 

Giacomo Papasidero
Mental Coach
Diventarefelici.it

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